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Amorgos, l’isola del Grande Blu

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L’isola di Amorgos, la più orientale delle isole Cicladi ha fatto da incantevole scenario naturale per uno dei film culto di Luc Besson: Le Grand Bleu (Il Grande Blu). Come dice appunto il titolo di questo film quello che incanta in quest’isola sono i colori, la luce, gli scenari dominati dalle catene montuose che la attraversano offrendo al viaggiatore attento e curioso piccole baie appartate da scoprire e godersi spesso in solitudine. Amorgos è l’isola ideale per chi realmente voglia staccare la spina e allontanarsi dal mondo reale. 138 kmq di superficie arida e irregolare dove vivono poche persone che hanno saputo conservare abitudini, paesaggi, luoghi davvero speciali.

Le bellezze turistiche dell’isola di Amorgos

Anche dal punto di vista turistico Amorgos offre perle rare, a cominciare dalla Chora, una delle più belle delle Cicladi con le sue costruzioni bianche che si ergono sull’altipiano a 400 metri dal livello del mare ai piedi di una piccola fortezza medievale (kastro) eretta nel XIII secolo dai veneziani e attorniata da piccoli mulini a vento costruiti sulle colline circostanti. Oltre a godervi la quiete della cittadina e gli spettacolari paesaggi, potete visitare il Museo Archeologico ricco di reperti che testimoniano l’importanza di quest’isola nel corso dei secoli.

Altro importante centro dell’isola e porto principale è Katapola: una baia relativamente ampia dove si trovano tre villaggi il più occidentale dei quali Xilokeratidi è meglio conosciuto come villaggio dei pescatori. Da qui potete raggiungere con “taxi acquatici” le spiagge di Amorgos e degli isolotti vicini.

Nel Golfo di Eyiali, nella parte nord-orientale dell’isola si trova l’unica spiaggia tipicamente ciclidica: una lunga distesa di sabbia bianca, mare cristallino e poco profondo, attrezzature turistiche di buon livello. Anche qui comunque non mancano pendii e dirupi che si ergono al di sopra dell’abitato più ampio del golfo.

Il Monastero Hosoviotissa

La maggiore attrattiva turistica dell’isola di Amorgos è certamente il Monastero Hozoviotissa, un’apparizione di un bianco abbagliante incastonata nella roccia a picco sul mare. Costruito nell’XI secolo il monastero è tuttora abitato da alcuni monaci disponibili a condurvi attraverso gli otto piani della costruzione illustrandovene la storia peraltro estremamente interessante. Il monastero che si sviluppa quasi esclusivamente in altezza fu infatti costruito sfruttando la parete di roccia su più livelli comunicanti tra loro attraverso scalinate soprattutto esterne: le celle monacali, la mensa, il magazzino, la capella principale. Il monastero custodisce inoltre un’icona miracolosa rinvenuta nelle acque sotto la scogliera. Il Monastero si trova a breve distanza dalla Chora vi si può quindi arrivare a piedi camminando lungo la scogliera e cogliendo alcuni dei più bei paesaggi delle Cicladi.

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